Varenne, leggendario trottatore italiano «Il Capitano», muore a 31 anni a Eboli
Varenne, leggendario trottatore Il Capitano, muore a 31 anni per infarto a Eboli il 18 agosto. Palmarès, pensionamento e omaggi.
Varenne, il campione italiano del trotto all’americana ampiamente considerato il più grande corridore della storia, è morto all’età di 31 anni martedì 18 agosto 2026, dopo un infarto improvviso nella notte presso l’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno. Il profilo ufficiale Instagram del cavallo ha annunciato la morte al mattino, e un veterinario ha confermato un arresto cardiaco fulminante come causa.
Conosciuto dai tifosi come Il Capitano, Varenne ha corso dal 1998 al 2002, vincendo 62 volte su 73 partenze e guadagnando più di 6 milioni di euro, un record del trotto al momento del ritiro. La sua scomparsa ha suscitato copertura immediata nei media sportivi italiani e omaggi dal mondo del trotto.
Nota della redazione: Questo articolo si basa su dichiarazioni dei canali social ufficiali di Varenne, su reportage de La Repubblica e SportMediaset, e sui registri di carriera del Harness Racing Museum e degli archivi equestri italiani, 18 agosto 2026.
Come è stata annunciata la morte
Sulla pagina Instagram ufficiale del cavallo, i proprietari hanno pubblicato in italiano il 18 agosto:
«Con immenso dolore, condividiamo la notizia della scomparsa di Capitano. Varenne è morto durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa era un infarto improvviso. Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi tifosi, come volava verso le sue vittorie. Oggi le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corre libero per sempre e resta per sempre il nostro Capitano. Benedica la terra. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù.»
Il riferimento a Enzo indica Vincenzo «Enzo» Giordano, lo stockbroker napoletano che possedette Varenne per la maggior parte della sua cariera agonistica e morto nel 2025. Il post richiamava anche Giampaolo Minnucci, il driver che lo accompagnò in quasi tutte le grandi vittorie.
I media italiani hanno riportato che il personale dell’allevamento di Eboli scoprì che Varenne era morto tra la notte di lunedì e la mattina di martedì, 17–18 agosto.
Un palmarès che ha definito il trotto moderno
Nato il 19 maggio 1995, Varenne S. fu allevato in Italia e allenato principalmente da Jori Turja, con Giampaolo Minnucci sul sulky per la maggior parte della carriera. Il suo arco agonistico fu breve ma storicamente dominante: 73 partenze, 62 vittorie, 6 secondi e 2 terzi.
| Traguardo | Dettaglio |
|---|---|
| Anni attivi | 1998–2002 |
| Guadagni in carriera | ~5,9 milioni di dollari / oltre 6 milioni di euro al ritiro |
| Paesi vinti | 7 paesi tra Europa e Nord America |
| Stagione simbolo 2001 | Prix d’Amérique, Gran Premio della Lotteria, Elitloppet, Breeders Crown Open Trot |
Tra le vittorie più significative:
- Prix d’Amérique (2001) — Parigi; primo vincitore non francese dal 1959
- Breeders Crown Open Trot (2001) — Meadowlands, New Jersey; primo vincitore europeo; miglio record del mondo in 1:51.1
- Elitloppet (2001, 2002) — la principale gara di trotto in Svezia
- Gran Premio della Lotteria (2000, 2001) — il premio di trotto più ricco d’Italia
- Record mondiale di velocità — 1:09.3 su piste da 1.000 metri a Mikkeli, Finlandia, luglio 2002
Varenne fu il primo cavallo a ricevere il titolo di Cavallo dell’anno in Italia, Francia e Stati Uniti in stagioni sovrapposte. È l’unico trottatore noto ad aver vinto Prix d’Amérique, Gran Premio della Lotteria ed Elitloppet in anni consecutivi. Nel 2010 fu inserito nel Harness Racing Museum & Hall of Fame di Goshen, New York — un riconoscimento di solito riservato ai cavalli americani.
La sua carriera, incorniciata da squalifiche alla prima e all’ultima partenza, divenne parte del mito: inizi e fini imperfetti attorno a un periodo centrale di quasi perfezione che i media italiani descrivono ancora come ineguagliato.
Ritiro e vita a Eboli
Varenne si ritirò dalle corse dopo l’International Trot del 2002 a Toronto e trascorse decenni come stallone riproduttore e ambasciatore pubblico del trotto italiano. Dopo anni in strutture tra cui Villanterio in provincia di Pavia, si trasferì nel 2025 alla fattoria LJ di Eboli, di proprietà di Dario De Angelis.
I media italiani avevano riportato che Giordano scelse Eboli per gli ultimi anni di Varenne per la lunga tradizione trottista dell’allevamento — la famiglia De Angelis alleva cavalli da trotto dal 1937 — e per ampi paddock adatti a un campione abituato a grandi spazi al pascolo. Daniela Zilli, che aveva curato Varenne per anni, lo accompagnò per facilitare la transizione.
A Eboli, Varenne visse in pensione continuando limitate attività di riproduzione. La stampa locale nel 2025 lo descrisse ben adattato alla campagna salernitana, circondato da altri cavalli in un recinto separato ma sociale. Avrebbe dovuto festeggiare il 30° compleanno in fattoria nel maggio 2025; aveva 31 anni alla morte.
Reazioni nello sport italiano
La notizia della morte di Varenne si diffuse rapidamente il 18 agosto attraverso testate nazionali tra cui La Repubblica e SportMediaset, che lo titolarono il cavallo trottatore più forte di tutti i tempi — il cavallo trottatore più forte di tutti i tempi.
Le comunità del trotto in Italia, Francia, Svezia e Stati Uniti — paesi dove Varenne corse — iniziarono a condividere filmati d’archivio delle vittorie al Prix d’Amérique e al Breeders Crown. I tifosi ripubblicarono l’addio su Instagram e immagini di Minnucci alla guida del campione castagno davanti a tribune gremite.
Minnucci aveva parlato pubblicamente negli ultimi anni del legame tra Giordano, Varenne e la squadra che portò il trotto italiano alla ribalta mondiale all’inizio degli anni 2000. Con Giordano e Varenne entrambi scomparsi in circa un anno, i media italiani hanno inquadrato il 18 agosto come la chiusura di un’era decisiva nella storia equestre del Paese.
Eredità oltre la pista
Come stallone, Varenne generò discendenti che continuarono a vincere sui circuiti europei e nordamericani, estendendo la sua influenza genetica oltre due decenni dopo l’ultima gara. Il sito ufficiale e la presenza sui social mantennero la sua storia accessibile ai giovani tifosi che non lo videro mai competere.
Per l’Italia, dove il trotto attira appassionati regionali soprattutto nel sud, Varenne restò una figura culturale quanto un detentore di record sportivi: un proprietario legato a Napoli, un driver sinonimo di un solo cavallo, e un campione il cui soprannome — Il Capitano — risuonò nei titoli il giorno della sua morte.
Discussione
La carriera di Varenne fu breve sul calendario ma permanente nei libri dei record — e gli ultimi anni in Campania legarono un campione mondiale a una sola fattoria di Salerno.
1. Se seguivi il trotto alla fine degli anni Novanta e all’inizio degli anni Duemila, quale gara o momento di Varenne lo ha definito per te?
Era il Prix d’Amérique, il record del mondo al Breeders Crown, o un meeting italiano più modesto dove ti colpì per la prima volta?
2. Con Enzo Giordano e Varenne scomparsi entrambi in un anno, come dovrebbe il trotto italiano preservare quell’era per i tifosi che non li hanno mai visti correre?
Mostre museali, linee di riproduzione e archivi filmati hanno tutti un ruolo — quale conta di più dove segui lo sport?
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